Moschea del Profeta, Medina
La Moschea del Profeta (Al-Masjid an-Nabawi) a Medina, in Arabia Saudita, è uno dei luoghi più sacri dell'Islam, seconda solo alla Kaaba della Mecca. Costruita dal profeta Maometto nel 622 d.C., servì come sua casa, luogo di culto e centro comunitario, e ospita la sua tomba, rendendola una meta di pellegrinaggio fondamentale per i musulmani di tutto il mondo. Il suo significato storico, la sua grandiosità architettonica e il suo ruolo spirituale attraggono milioni di persone ogni anno, in particolare durante l'Hajj e l'Umrah.
La storia della moschea ebbe inizio con la migrazione di Maometto (Hijra) dalla Mecca a Medina, dove lui e i suoi seguaci costruirono la struttura originale utilizzando tronchi di palma e mattoni di fango. Questo modesto complesso comprendeva un cortile, una sala di preghiera e alloggi. Dopo la morte di Maometto nel 632 d.C., egli fu sepolto nella camera della moglie Aisha, ora all'interno della moschea, insieme ai primi due califfi, Abu Bakr e Umar. Successivi ampliamenti sotto le dinastie omayyade, abbaside e ottomana la trasformarono in un grandioso edificio. Il sultano ottomano Solimano il Magnifico aggiunse l'iconica cupola verde sopra la tomba del Profeta nel XVI secolo, un elemento distintivo ancora oggi. I governanti sauditi, in particolare nel XX secolo, ampliarono notevolmente la moschea, con un importante restauro nel 16 che ne aumentò la capienza a oltre un milione di fedeli. L'attuale struttura si estende su 20 metri quadrati e comprende dieci minareti, ampi cortili con ombrelloni retrattili e intricati dettagli in marmo e oro.
In quanto luogo di pellegrinaggio, la Moschea del Profeta è parte integrante del percorso spirituale islamico. Sebbene non sia obbligatoria come l'Hajj, visitare Medina durante l'Hajj o l'Umrah è altamente raccomandato. I pellegrini accorrono alla Rawdah, una piccola area tra la tomba del Profeta e il suo pulpito, ritenuta un "giardino del paradiso" dove le preghiere sono particolarmente potenti. L'accesso alla Rawdah è strettamente regolamentato a causa della folla, con orari separati per uomini e donne. I pellegrini offrono il saluto (salam) alle tombe di Muhammad, Abu Bakr e Umar, chiedendo benedizioni e intercessione, sebbene la venerazione sia strettamente rivolta a Dio secondo gli insegnamenti islamici. L'atmosfera serena della moschea, impreziosita dai suoi freschi pavimenti in marmo e dai lampadari, favorisce la riflessione e la preghiera.
Il ruolo della moschea va oltre il pellegrinaggio. Ospita preghiere quotidiane, recitazioni coraniche e conferenze religiose, fungendo da centro globale per l'apprendimento islamico. Durante il Ramadan, la sua importanza raggiunge l'apice, con milioni di persone che partecipano alle preghiere del Taraweeh. L'area circostante, compresi siti storici come la Moschea di Quba, completa l'esperienza del pellegrinaggio. Tuttavia, l'accesso è regolato da rigide normative saudite, che richiedono ai pellegrini di essere musulmani e di attenersi a un abbigliamento e a un comportamento sobri.
Nonostante la sua sacralità, la moschea ha dovuto affrontare sfide, tra cui un assedio da parte di estremisti nel 1979 e dibattiti in corso su ampliamenti che alterano elementi storici. Servizi moderni, come sale climatizzate e guide multilingue, garantiscono il comfort dei pellegrini. La Moschea del Profeta rimane un simbolo senza tempo dell'unità islamica, che attrae i fedeli a entrare in contatto con l'eredità di Maometto, pregare in uno spazio sacro e sperimentare il cuore spirituale del vibrante panorama religioso di Medina.

Martin Gray è un antropologo culturale, scrittore e fotografo specializzato nello studio delle tradizioni di pellegrinaggio e dei luoghi sacri in tutto il mondo. Durante un periodo di 40 anni ha visitato più di 2000 luoghi di pellegrinaggio in 160 paesi. IL Guida mondiale di pellegrinaggio at sacredsites.com è la fonte più completa di informazioni su questo argomento.




